Coronavirus days, Milan

Impossibile resistere alla tentazione di scrivere e di riportare, unendomi a un coro più grande, qualche briciola di quello che stiamo vivendo in questi giorni. Osservare e scrivere è quasi un bisogno naturale. Le notizie non migliorano, i medici sono impegnati notte e giorno, gli anziani, e non solo, spaventati, il sacrificio è grande per chi è sul fronte, l'atmosfera surreale. Tuttavia anche in questo momento così particolare, i semi di bellezza si nascondono dietro a tanti gesti e dettagli del nostro vivere se cogliamo l'occasione per fermarci a guardarli germogliare.

La poesia è immersa in ogni singolo attimo di queste giornate sospese e per chi è al sicuro a casa è un momento di rifugio dalla frenesia che ci ha violentato negli ultimi tempi.

Non critico ma non comprendo chi vuole essere efficiente a tutti i costi anche in questo periodo. Risulta ridicolo come un criceto che corre sulla ruota e non mi riferisco ovviamente a chi per aiutarci è costretto a portar avanti lavori fondamentali per la nostra esistenza. Queste categorie sarebbero da premiare. Fermiamoci per lasciar fluire, all'inizio la mente prende il sopravvento ma poi, aiutandoci con yoga e movimenti il corpo inizia a parlarci e a darci la possibilità di conoscerci e volerci bene. Forse la vita ci vuole suggerire questo e di andare in profondità per scoprire quanto possiamo essere luminosi. Ogni singola persona ha un tesoro in sè da scoprire. La fretta, la paura di non essere uguali agli altri ce lo impedisce. Io credo che alla fine di questo periodo non tutti ma alcune persone, spero di esserci anch'io, saranno maturate. I doveri quotidiani ci sono e forse per alcuni si sono moltiplicati ma se fatti con il cuore diventano occasione per meditare. Con infinito rispetto verso tutti vorrei chiedervi se è un problema essere felici in questi giorni?




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